Infezioni ospedaliere: quando la struttura è responsabile

Le infezioni nosocomiali, cioè quelle contratte all’interno di una struttura sanitaria durante un ricovero, rappresentano da sempre un tema sensibile. Spesso si tratta di eventi imprevedibili, a volte gravi. Ma quando l’infezione è conseguenza di carenze organizzative o di igiene, la legge tutela il paziente. Con la sentenza n. 6386/2023, la Corte di Cassazione ha ribadito con forza che la struttura ospedaliera è responsabile, se non prova di aver adottato tutte le misure necessarie per prevenire il contagio. Vediamo insieme perché questa pronuncia rappresenta un punto fermo nella giurisprudenza e cosa significa per chi è stato vittima di una “infezione ospedaliera”.

Il caso concreto

Nella vicenda esaminata, un paziente si era sottoposto a un intervento chirurgico: al termine delle cure, ha sviluppato una sepsi da stafilococco aureo, con danni fisici e psicologici rilevanti. La struttura ospedaliera, pur negando responsabilità, non è riuscita a dimostrare di aver attuato protocolli adeguati di sterilizzazione e igiene. La Cassazione, confermando il risarcimento, ha sottolineato la mancanza di documentazione probatoria a carico dell’ospedale.

Quando scatta la responsabilità della struttura?

Secondo la sentenza 6386/2023, la responsabilità civile della struttura si configura se:

  • l’infezione è insorta durante il ricovero o a seguito di trattamenti sanitari;

  • non viene dimostrato che la struttura ha adottato tutte le misure preventive necessarie — disinfezione, sterilizzazione, profilassi antibiotica, ecc.;

  • del sussiste un nesso causale tra omissione e danno subito dal paziente.

La base del rapporto giuridico è il cosiddetto “contratto di spedalità”: in altre parole, l’ospedale ha un obbligo verso il paziente di garantire un ambiente sicuro e salubre.

Quali danni sono risarcibili

Il paziente, o i familiari in caso di decesso, possono ottenere risarcimenti per:

  • Danno biologico (invalidità temporanea o permanente);

  • Danno morale (sofferenza psichica);

  • Danno patrimoniale (spese mediche, riabilitazione, perdita di reddito);

  • Danno da perdita di chance (se l’infezione ha compromesso prospettive di guarigione);

  • Danno esistenziale (peggioramento della qualità della vita);

Come muoversi per chiedere risarcimento

La sentenza 6386/2023 della Corte di Cassazione rappresenta un passaggio molto importante: rafforza la responsabilità delle strutture sanitarie, attribuendo loro un onere probatorio significativo in caso di infezioni contratte in ospedale. Per i pazienti, o i loro familiari, è un chiaro segnale che la tutela della salute non si limita alle cure, ma riguarda anche la sicurezza e l’igiene del contesto ospedaliero. Se hai vissuto un’esperienza del genere, vale la pena valutare attentamente la possibilità di chiedere un risarcimento.

Se ritieni di essere stato vittima di un’infezione ospedaliera, verifica la tua documentazione clinica e valuta la consulenza di un medico-legale per capire se sussiste il diritto al risarcimento.

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